Roberto Zargani Artista

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RECENSIONE DI LUCIO CABUTTI SUL LEAFLET DI PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA AL C.R.A.S. - CENTROSEGNO / RICERCHE APPLICAZIONI STUDI (1968)

Nella personale di Roberto Zargani si passa dalla anticipazione del futuro al linguaggio della fantascienza, con una proposta che riesce particolarmente giustificata nel Centro CRAS, dove da tempo ( con la manifestazione su "fantascienza, fantapolitica e ricerca artistica " nel '65 ) hanno avuto inizio una attivitá e una raccolta documentaria sulla fantascienza, ripetuta negli anni seguenti anche da altri e in altre sedi. Questa mostra presenta le prime ricerche di Zargani in una direzione, che si potrebbe definire " fantabiologica ". Ma in questo caso il passato non viene negato dalla prefigurazione del futuro: il futuro diviene inclusivo, perché é inteso come variante espressiva di una trama cronologica piú vasta, come schema fiabesco di una immaginazione applicata a riflettere sui problemi - anche giá antichissimi - della vita.

I protagonisti sono qui creature primordiali e aweniristiche al tempo stesso: sono atomi ed astri, cellule e galassie che sentono umanamente - forme sferiche che dalle visioni allucinanti del microscopio e del telescopio ci riportano alle simbologie animistiche della preistoria - e nelle loro vicende riflettono - tragiche ed umoristiche insieme - il senso e il non-senso di un destino umano dilatato in una dimensione cosmica, dove una atavica sacralitá coesiste con una modema e quasi kafkiana casistica dello scacco: personaggi annientati dal calore che li invade o feriti da altri, contatti tra esseri di spazi differenti, baci e coiti, simbologie di amore e morte, di comunicazione e distruzione, di osservanza e libertá. Quando il Zargani entomologo distingue tra gli insetti funzionalmente specializzati e l' uomo, che invece non fa che complicare la propria esistenza, conferma tale destino.

E nei quadri tale visione, che spazia dalla notte dei tempi al futuro biologicamente prevedibile, confígurandosi a diversi livelli, dal sacro all' erotico e al fantascientifíco, si traduce in materie organiche, in rilievi grumosi ed eleganti: cerchi e fílamenti, fenditure ed esplosioni di colore ci parlano dell'esistenza umana inserendola nel piú misterioso contesto - fantastico ma concretissimo - di una vitalitá elementare, in una favola mitica e vitalistica, magica e logica, mistica e scientifica, sulle precarie relazioni tra essere ed essere.

Lucio Cabutti

Roberto Zargani